La Sagra dei Ricci di Mare di Granoalto (Campo di Grano)
“Non chiedermi perché lo facciamo. Lo facciamo e basta. È tradizione. E poi, diciamocelo, vedere quel piccolo furfante di Pipkin schivare un riccio ben piazzato vale quasi il prezzo dei ricci stessi!”
— Borin il Fattore, frequentatore annuale della Sagra.
Nel cuore della fertile regione di Campo di Grano, lontano dalle coste salmastre, si svolge una delle festività più peculiari e, per gli estranei, sconcertanti di tutta Solastra: la Sagra dei Ricci di Mare di Granoalto. Celebrata ogni anno negli ultimi tre giorni del mese di Colheita, proprio al termine del grande raccolto di grano, questa sagra è un tripudio di cibo locale, musica campestre, giochi di abilità agricola e, come evento culminante e famigerato, “Il Lancio degli Aculei”.
Origini della Tradizione: L’Anno dell’Aculeo Amaro
Le origini della sagra si perdono in una leggenda locale agrodolce, risalente a circa due secoli fa, durante un periodo di grave carestia nel Campo di Grano noto come “l’Inverno Senza Spighe”. Mentre la popolazione soffriva la fame, giunse notizia di una nave carica di cibo proveniente dai porti occidentali, naufragata però misteriosamente poco al largo di Pomelia. Quando i soccorritori raggiunsero il relitto, scoprirono con sgomento che il carico non era grano o pesce salato, ma migliaia e migliaia di barili di ricci di mare conservati sotto sale, una prelibatezza costiera completamente aliena e, per molti, disgustosa per le genti dell’entroterra.
La leggenda assume qui contorni più oscuri e probabilmente ingiusti. Si narra che una comunità di Halfling, forse mercanti intraprendenti o semplicemente nuovi arrivati nella regione, cercò di trarre profitto dalla situazione, acquistando a basso prezzo i barili di ricci e tentando di venderli (o barattarli) a prezzi esorbitanti alla popolazione affamata. Altri racconti, forse più vicini alla verità, suggeriscono che gli Halfling furono semplicemente gli unici abbastanza disperati o avventurosi da provare a mangiare i ricci, con risultati gastronomicamente disastrosi e fisicamente… spinosi.
Qualunque sia la verità, i ricci di mare divennero simbolo della delusione e della sofferenza di quell’anno difficile, e gli Halfling (o almeno, quella particolare comunità di Halfling) divennero il capro espiatorio della frustrazione popolare. Ciò che iniziò forse come un gesto di scherno – lanciare i ricci invenduti o mal digeriti contro le case degli Halfling – si trasformò nel tempo in un rituale. Un modo bizzarro per “esorcizzare” la sfortuna dell’anno passato e celebrare la fine del raccolto (si spera, abbondante) lanciando simbolicamente le “spine” della sfortuna contro coloro che, nella leggenda, non seppero (o non vollero) alleviare la fame.
Struttura della Sagra (Durata: 3 Giorni)
La Sagra occupa la piazza principale del villaggio di Granoalto e i campi adiacenti appena mietuti.
- Giorno 1: L’Apertura e i Preparativi (“Il Giorno della Spiga e della Spina”)
- Mattina: Processione solenne dalla locale cappella di El-Shaddai (o di una divinità agricola minore) alla piazza. Il sindaco e gli anziani del villaggio portano cesti di grano nuovo e, ironicamente, una singola, grande anfora contenente il primo riccio di mare “cerimoniale”. Discorsi sull’abbondanza del raccolto e sulla necessità di ricordare i tempi difficili.
- Pomeriggio: Mercato artigianale e gastronomico. Predominano prodotti a base di grano (pane, focacce, birra speciale della sagra), ma bancarelle vendono anche merci varie. Vengono allestiti i “bersagli” e le “pedane di lancio” per l’evento principale. Arrivano i carretti carichi di barili di ricci di mare conservati, importati appositamente dalla costa (un affare costoso e logisticamente complesso che sottolinea l’assurdità della tradizione). I ricci vengono tinti con colori vivaci (rosso, blu, giallo) per “festività”.
- Sera: Banchetto comunitario all’aperto, musica folk suonata da bande locali, prime gare di abilità (lancio del ferro di cavallo, corsa nei sacchi di iuta).
- Giorno 2: Il Lancio degli Aculei (“Il Giorno della Schivata”)
- Mattina: Qualificazioni e presentazione degli “Schivatori Scarlatti”. Non più capri espiatori, gli Halfling che partecipano oggi sono volontari (spesso appartenenti a poche famiglie che portano avanti questa “tradizione” da generazioni), celebrati per la loro agilità e coraggio. Indossano speciali divise imbottite di cuoio scarlatto e caschi protettivi spesso decorati in modo comico. Si esibiscono in prove di agilità e acrobazie per il pubblico plaudente.
- Pomeriggio (Evento Principale): “Il Lancio degli Aculei”. Si svolge in un’arena designata, spesso un campo reso volutamente fangoso (“Il Pantano della Schivata”).
- I Lanciatori: Chiunque può acquistare un secchio di ricci tinti (a caro prezzo) presso le apposite bancarelle e prendere posto sulle pedane di lancio attorno all’arena.
- Gli Schivatori: Gruppi di 3-5 Halfling entrano nell’arena a turno. Il loro obiettivo è resistere per un tempo stabilito (solitamente 5-10 minuti) schivando il maggior numero possibile di ricci lanciati dalla folla.
- Il Punteggio: I giudici (anziani del villaggio) assegnano punti agli Schivatori non per quanti ricci schivano, ma per lo stile, la grazia, l’audacia delle loro schivate e per la capacità di rimanere in piedi e relativamente indenni. Colpire un Halfling non dà punti ai lanciatori, anzi, a volte suscita più ilarità che altro.
- Sicurezza: Presenza di guaritori locali ai margini dell’arena, pronti a estrarre spine e curare ferite minori (o maggiori…). Le regole ufficiali vietano di mirare alla testa, ma nella foga del lancio…
- Sera: Premiazione degli Schivatori più abili e “fortunati”. Balli popolari fino a tarda notte. Abbondanti libagioni di birra di grano.
- Giorno 3: La Chiusura e il Banchetto (“Il Giorno del Raccolto Grasso”)
- Mattina: Giochi tradizionali di forza e abilità agricola: gara di mietitura a mano (simbolica), sollevamento di balle di fieno, “corsa delle carriole unte”.
- Pomeriggio: Grande banchetto finale. Il piatto forte è, ovviamente, a base di grano. Una singola bancarella, gestita spesso da un forestiero o da un halfling particolarmente ironico, offre (con scarso successo) piatti a base di ricci di mare, come la famigerata “Zuppa dell’Aculeo Amaro” o gli “Spiedini di Spine Croccanti”.
- Tramonto: Cerimonia di chiusura. L’anfora del riccio cerimoniale viene portata in processione fino a un grande falò e gettata tra le fiamme, in un gesto catartico che simboleggia la distruzione della sfortuna passata e l’augurio per un buon anno a venire.
Attrazioni Fisse:
- Bancarelle Gastronomiche: Enorme varietà di pane, dolci al miele, stufati robusti, formaggi locali e la forte birra di grano “Aculeo Dorato”.
- Mercato Artigianale: Oggetti in legno intagliato, ceramiche, tessuti grezzi, attrezzi agricoli decorati. Spiccano le grottesche statuette commemorative in terracotta che raffigurano Halfling intenti a schivare ricci volanti.
- Il Tiro al Bersaglio (di Grano): Un’alternativa meno controversa dove si lanciano piccole balle di grano contro sagome di legno.
- Il Palo della Cuccagna (di Paglia): Un palo unto ricoperto di paglia intrecciata, con premi appesi in cima.
- Menestrelli e Cantastorie: Raccontano versioni sempre più esagerate della leggenda dell'”Anno dell’Aculeo Amaro” e altre storie popolari del Campo di Grano.
Contesto Sociale e Implicazioni:
La Sagra dei Ricci di Mare è vista con un misto di orgoglio locale e leggero imbarazzo. Per gli abitanti di Granoalto e dintorni, è una tradizione radicata, un modo unico per celebrare la fine del duro lavoro nei campi e per esorcizzare le paure legate alla precarietà della vita agricola. Per gli Halfling partecipanti, è un’occasione per dimostrare coraggio e agilità, guadagnando rispetto (e spesso una cospicua somma di denaro) all’interno della comunità.
Tuttavia, per gli estranei (specialmente per altri Halfling non originari della regione o per abitanti delle città più “civilizzate”), la sagra appare spesso come barbara, crudele e insensata. Rappresenta un interessante studio su come le tradizioni possano nascere da eventi traumatici, persistere contro la logica e acquisire significati completamente nuovi nel corso del tempo, diventando parte integrante dell’identità di una comunità, nel bene e nel male. È una festa che celebra la resilienza e l’abbondanza, ma lo fa attraverso un rituale nato dalla fame, dalla delusione e da un pizzico di antica, spinosa ostilità.